New normal: il ruolo strategico delle analytics per ripartire

analytics & performance - 18 Maggio, 2020

L’importanza dell’analisi dei dati, applicata a qualsiasi contesto, è da sempre un tema molto caldo e discusso;  questo era vero prima, ma lo è soprattutto in questo momento in cui l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo sta facendo riflettere il mondo interno riguardo la necessità assoluta di analizzare e interpretare i big data. Questa fonte di informazioni diventa infatti essenziale per la salvaguardia mondiale, non solo sanitaria ma anche economico finanziaria. 

Cosa è successo al mondo che abbiamo lasciato a Marzo 2020? 

Parlando nello specifico degli strumenti di Analytics, se prima dell’emergenza sanitaria tali strumenti venivano impiegati per interpretare variazioni su periodo di contesti storici ben noti, ora in piena crisi sanitaria abbiamo dovuto fare i conti con un’esperienza totalmente nuova. La sfida è attuale: riuscire a sviluppare stime e previsioni partendo da uno scenario in cui non avevamo e non abbiamo tutt’ora dati storici a supporto, poiché il mondo intero è stato travolto nello stesso momento dallo tsunami Covid e non esistono esperienze pregresse dirette o indirette, su cui basarsi per interpretare il contesto attuale e futuro. 

Fin da subito è apparso fondamentale, per la comunità internazionale, poter sviluppare un’analisi realistica delle conseguenze dell’emergenza, non solo in termini di contagio ma anche come impatto su mercati, abitudini, trend con l’obietto di riuscire in qualche modo a gestire il repentino cambiamento dei macro-scenari. 

Analogamente, anche le aziende si trovano di fronte alla necessità di comprendere gli impatti diretti ed indiretti, sia sull’organizzazione interna sia sui mercati di riferimento, e affrontare velocemente i processi di trasformazione, non solo tattici ma più spesso strategici, necessari a collocarsi nel contesto new normal, che per molti aspetti si configura come la pagina bianca da cui l’intero pianeta dovrà ripartire. 

In questo senso, quando parliamo di come dovranno riadattarsi le aziende di tutto il mondo è doveroso parlare di Change Management e dell’approccio Disruptive che coinvolgerà, più o meno allo stesso modo, tutti i settori di mercato. Disruptive non è una parola che deve mettere paura se la si coglie come opportunità di evoluzione, adattamento e – in certi casi – di forte crescita. 

Al contrario di una crisi finanziaria, che può risultare prevedibile e ha dinamiche ormai conosciute dagli esperti, questo tipo di crisi figlio dell’emergenza sanitaria globale apre scenari a noi completamente ignoti. I dati ci dicono che gli effetti sul sistema economico e finanziario dureranno anni, e quindi chi cerca di galleggiare in un mondo profondamente cambiato avrà purtroppo vita corta. Il modo migliore per elevarsi al di là della crisi è adattarsi alle nuove esigenze di mercato, esigenze che possono essere interpretate e intercettate solo grazie ai potenti strumenti di Analytics, in modo da pensare ed organizzare la nuova strategia aziendale su dati concreti. La parola magica, anche se ormai un po’ abusata, rimane Resilienza

Il modo di fare business di qualsiasi azienda, dalla più piccola alla più grande, esce da questa fase profondamente cambiato in ogni suo aspetto: dai fornitori, al reperimento delle materie prime, fino ad arrivare ai trasporti. Questo ha portato ad una grande valorizzazione dell’uso degli Analytics, e più in particolare dell’analisi predittiva e dell’analisi What If incentrata sulle simulazioni. Basti pensare ad alcune industrie tessili, che in questo periodo si sono adeguate per la produzione di mascherine di protezione (prevedendone da subito una forte domanda di mercato nel medio-lungo periodo), o anche ai piccoli ristoratori di città che hanno rimodellato il proprio business, per renderlo fruibile alla consumazione da asporto, o modificando il loro format (e posizionamento) per adeguarsi all’inevitabile riduzione di clienti per mq. Questo è reinventarsi: non è una gara di apnea ma di agilità. 

Dalla mia esperienza 

In questo periodo abbiamo seguito i nostri clienti (piccole, medie e grandi aziende di ogni settore di mercato) che hanno visto la loro quotidianità e il loro business travolto da quest’onda anomala da un giorno all’altro. Eppure, nonostante molte di queste realtà stiano vivendo un periodo di forte crisi, non hanno rinunciato agli investimenti su progetti di Analytics e più in generale di Data-Driven Digital Transformation. Alcuni già in questi mesi hanno voluto accelerare l’avvio e la messa in opera dei progetti, proprio per ottenere quel vantaggio competitivo necessario non solo alla sopravvivenza, ma anche ad accelerare nella successiva fase di rimbalzo dei mercati.  

Alcuni si sono affidati a potenti strumenti di Analytics per osservare ed ottimizzare la User Experience online dei propri clienti, altri per iniziare un percorso Omnichannel basato sulla presenza online, altri hanno associato i dati che avevano disponibili con dati esterni (meteo, trend online, analisi territoriali, etc) con l’obiettivo di ottimizzare la produzione o scorte di magazzino, intercettare rapidamente le richieste di mercato, efficientare la copertura mediatica e fisica sui vari territori. 

Altre realtà, invece, che hanno saputo cogliere l’opportunità di affiancare ad un mercato B2B in crisi anche un mercato B2C in crescita, hanno avuto la necessità di analizzare e comprendere le dinamiche dei nuovi mercati per governare efficacia ed efficienza nei processi di trasformazione. 

Più in generale, per tutti i nostri clienti abbiamo registrato un incremento della domanda sui temi di analitiche avanzate e sempre più integrate nei processi di operation al fine di accelerare l’adattamento alle nuove dinamiche di mercato, recuperare in efficienza sui processi interni e più in generale di governare il cambiamento. 

Questa nuova era rappresenta un foglio bianco da cui ripartire, e con gli strumenti e le competenze giuste in grado di indicarci la nuova strada da percorrere, si riuscirà a fare della difficoltà un’opportunità da cogliere non solo per sopravvivere ma soprattutto per crescere. 

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Enrico Lecchini

Project & Innovation Manager