Nella tana degli sviluppatori. Intervista a Filippo Del Prete, Chief Technology Officer Adiacent, e alla sua squadra

development & innovation - 13 Gennaio, 2021

Quando mi hanno chiesto di provare a raccontare di che cosa si occupa l’area sviluppo di Adiacent ho provato un brivido lungo la schiena. Anzi, è stato il panico.

E c’è un motivo. L’area sviluppo si occupa di numerosi progetti e più della metà delle 200 persone di Adiacent fa parte di questo grande team. Tanti professionisti tra Empoli, Bologna, Genova, Jesi, Milano, Perugia, Reggio Emilia, Roma e Shanghai. E tutti, tutti, estremamente specializzati e coinvolti in percorsi di crescita e formazione continua.

Capite bene le difficoltà dell’ultimo arrivato (sono in Adiacent da poche settimane) che sì, scrive, ma non scrive codice. Dopo il momento di panico iniziale ho chiesto a Filippo Del Prete, Chief Technology Officer Adiacent, e al suo team di aiutarmi a entrare nel complesso mondo dell’area sviluppo web e app per dare voce a quest’anima dell’azienda.

“La nostra software factory – afferma Filippo – è un mondo che racchiude altri mondi, dallo sviluppo di piattaforme digitali, e-commerce, portali intranet, soluzioni interamente custom fino al mobile. Possiede un ricco patrimonio di conoscenze dei processi e delle piattaforme che mette continuamente a disposizione del business”.

Ma, in pratica, cosa rende il team sviluppo di Adiacent così importante? Provo a raccontarvelo attraverso le voci dei protagonisti e i loro perché.

Perché possiede tutte le migliori specializzazioni

Si dice che la rete si nutra di contatti, che un nodo che non produce relazioni è destinato a morire. Adiacent, di relazioni, ne sa qualcosa. Nata in seno a Var Group, dunque a un system integrator di primissimo livello, ha la tecnologia nel DNA. Negli anni ha saputo individuare e coinvolgere i nodi migliori per costruire una rete solida, fatta dei migliori nomi in circolazione.

“Adiacent ha una potenza di fuoco. Possiede team altamente specializzati su tutte le più importanti piattaforme. Ad esempio? Abbiamo competenze su Adobe – spiega Filippo – grazie al team di 47deck riconosciuto come Gold Partner di Adobe. E poi abbiamo in squadra delle vere eccellenze in ambito Magento: Skeeller, meglio nota con il suo brand MageSpecialist”. Non solo, tra i fondatori di Skeeller c’è Riccardo Tempesta, che possiede la prestigiosa certificazione di “Magento Master” nella categoria “Movers”.

“Siamo Partner Silver Application Development Microsoft, siamo business partner HCL Software e abbiamo iniziato un percorso che ci permetterà a breve di diventare partner ufficiale e certificato SalesForce”.

E oltre a queste partnership e specializzazioni ce ne sono molte altre.

Perché sa dialogare con interlocutori diversi

Prendiamo il mercato dell’e-commerce. “Adiacent – prosegue Filippo – ha cercato un focus sulle piattaforme digitali cercando di affrontare sia le richieste del mercato delle piccole imprese che esigono risposte veloci sia quello delle grandi aziende che si aspettano un progetto custom e che spesso devono fare i conti con le integrazioni di sistemi complessi”.

In questi anni, infatti, Adiacent si è specializzata sul mondo dell’e-commerce con soluzioni di ogni tipo: da WooCommerce, Shopify, Prestashop e Shopware fino a Magento. Oltre all’e-commerce proprietario poi, c’è tutta l’expertise sui marketplace, ma di questo ve ne parleremo un’altra volta.

Perché sa sostenere volumi importanti e non dimentica la sicurezza

Antonio, Passaretta, Innovation & Project Manager, ci parla di uno dei casi di successo di cui va più fiero.

“Uno dei progetti più sfidanti – spiega Antonio – è stato lo sviluppo di un’app per il settore del betting. Parliamo di una piattaforma con quote che si aggiornano continuamente, che in un pomeriggio arriva a registrare 50mila utenti e gestisce transazioni di milioni di euro al giorno. È facile intuire che tutto questo significa trovare la perfetta sintesi tra UX, sicurezza e capacità di sostenere volumi importanti”.

Sintesi che resta uno dei punti fermi in tutti i progetti, lo dimostrano i settori nei quali Adiacent opera ogni giorno. “Abbiamo realizzato software per la pubblica amministrazione, per la GDO e la logistica. Abbiamo sviluppato un’app per un importante cliente del settore bancario”.

Sempre parlando di mobile si aprono altri scenari, in particolare il segmento mobile enterprise.

“Anche in questo ambito abbiamo gestito diversi progetti tra cui lo sviluppo di un’app che consente agli agenti immobiliari di gestire gli incarichi di vendita”.

Perché sa far tesoro del passato ma pensa sempre al futuro

Simone Gelli, che in Adiacent ricopre il ruolo di Web Architect, ha seguito numerosi progetti.  

“Nel corso degli anni le nostre competenze sono state messe a fattor comune per trovare un approccio condiviso che fosse la sintesi di tutte le conoscenze di Adiacent in ambito development. Per alcuni progetti infatti abbiamo un metodo consolidato che ci consente di dare risposte veloci ed efficienti, per altri invece lavoriamo a soluzioni custom che richiedono ricerca e attenzione al dettaglio”.

Una conquista preziosa quella di chi, davanti a uno scenario può dire “sì, questa situazione l’ho già affrontata. So come fare”. Ma ogni progetto è una storia a sé e richiede uno sguardo attento alle esigenze di quello specifico lavoro, alle proposte del mercato e dalle tecnologie che, lo sappiamo benissimo, cambiano continuamente. Senza questa spinta, senza questa curiosità, tutti i progetti sarebbero uguali e questa forza resterebbe inespressa. Invece, ad accendere la miccia, c’è la voglia di innovare e guardare al futuro.

E di sguardo al futuro ci parla anche Simone: “Abbiamo un cliente che gestisce un archivio storico con numerosi documenti del ‘600. La richiesta era quella di rinnovare il layout dell’ambiente di consultazione e permettere una migliore gestione del materiale anche da back-end. Noi siamo andati oltre. Per prima cosa abbiamo organizzato i contenuti secondo logiche ben precise, poi abbiamo pensato a una nuova veste grafica e progettato un back-end con funzionalità evolute. Il cuore del progetto ci ha visto all’opera sulla separazione di front-end e back-end per far dialogare l’ambiente di gestione non solo con l’ambiente di front-end, dedicato alla consultazione pubblica, ma anche con eventuali futuri ambienti non ancora sviluppati. In questo modo abbiamo dato vita a un progetto scalabile che potrà crescere ed evolvere ulteriormente”.

Un sito – ma potremmo dire ogni prodotto digitale – è qualcosa di vivo, capace di evolvere nel corso del tempo. Un buon progetto guarda sempre al futuro.

Perché osserva i prodotti partendo dai bisogni delle persone

“Per un cliente che realizza componenti per le auto – mi spiega Antonio Petito, WordPress Integration Architect – abbiamo migliorato l’esperienza utente sul sito implementando un sistema di ricerca dei prodotti per ricerche full-text e analisi sui dati.

Detta così può sembrare complessa ma in sostanza è un sistema di ricerca accuratissimo, come quello di Netflix per intenderci. Inizi a digitare il titolo di un film o anche un regista e ti vengono restituite delle proposte. In questo caso è possibile cercare il componente auto per modello, competitor, dimensione, periodo e non solo.

“All’interno di un ambiente WordPress abbiamo sviluppato un plug-in che interagisce con Elasticsearch. Il sito, disponibile in 9 lingue, ha richiesto un grande lavoro di traduzione e di effort del team SEO ma la soluzione scelta ci ha permesso di rispondere a tutte le esigenze del cliente”.

Cosa ti piace di questo progetto?

“L’approccio. Abbiamo spostato l’attenzione sul bisogno della persona e abbiamo ripensato il prodotto osservandolo come lo osserverebbe l’utente, sotto tutti i punti di vista”. 

Perché sa fare tutte queste cose insieme e lo fa mettendo il business al centro.

Se vuoi conoscere Filippo e il suo team contattaci.

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