L’intelligenza artificiale sta entrando nei processi decisionali, nel lavoro e nei modelli organizzativi. Ma mentre la tecnologia accelera, le organizzazioni si trovano davanti a una domanda sempre più rilevante: come orientare questa trasformazione?
È da qui che nasce il Report 2026 dell’Osservatorio Purpose in Action di POLIMI Graduate School of Management, Navigare le trasformazioni dell’AI: Purpose, lavoro e talento nell’era dell’algoritmo, realizzato con Adiacent come Strategic Partner, Ipsos Doxa come Insight Partner e con il contributo di Workday.
La ricerca, presentata al Purpose Day 2026 di Milano, analizza il rapporto tra AI, Purpose e organizzazione, mettendo in luce un elemento centrale: adottare la tecnologia non basta. Servono una direzione chiara, obiettivi condivisi e nuovi criteri per definire responsabilità, competenze e modalità di lavoro.
Tra i principali insight della ricerca:
- 7 manager su 10 attribuiscono al Purpose un ruolo importante nel guidare un uso responsabile dell’AI nei prossimi cinque anni.
- Solo il 27% delle imprese dichiara di avere un approccio chiaro all’AI e appena il 13% ha definito chiaramente gli obiettivi dei sistemi di AI.
- Prepararsi all’AI richiede non solo competenze tecniche (48%), ma anche pensiero critico (44%), leadership del cambiamento e data literacy (42%).
I dati mostrano quindi un divario tra la crescente diffusione dell’AI e la capacità delle organizzazioni di definirne direzione, obiettivi e modalità di utilizzo. È qui che il Purpose può diventare una bussola, aiutando a collegare innovazione, decisioni e responsabilità.
La Ricerca approfondisce questo tema attraverso una survey rivolta al management e una ricerca qualitativa basata su interviste a manager, professionisti e rappresentanti d’impresa.
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